Nella terra del ghiaccio e del fuoco

 

No, non sto citando il grande George R.R. Martin, ma un paese che esiste realmente, in mezzo all'Atlantico, al limitare del circolo polare artico: l'Islanda. Attraverso uno dei suoi numerosi vulcani, lo Snæfell, situato nella parte più a ovest della penisola Snæfellsnes, Jules Verne immaginò l'inizio del suo "Viaggio al centro della Terra". Ma, oltre al fuoco, c'è anche il ghiaccio, suddiviso tra calotte e ghiacciai. L'interno non è abitato e non ha strade, ma piste sterrate agibili da un 4 x 4 solo un paio di mesi l'anno. Ecco il mio racconto per immagini di un viaggio lungo oltre 4000 km attraverso il paese per ammirare alcune tra le più belle cascate d'Europa, percorrendo gl'interminabili fiordi dell'ovest sino al capo di Látrabjarg, punto più occidentale dell'isola e del continente. Non poteva mancare il bagno in alcune sorgenti idrotermali, tra cui Hveravellir oltre alla celeberrima (e molto turistica) Laguna Blu. Non ultime, le escursioni in fuoristrada sulle strade di montagna dell'interno come la F35 e la F208.

Markha Valley trek

 

Ancora un trek in Ladakh, questa volta in agosto, con la possibilità di una facile salita al Kang Yatse II, 6247 m. Il Ladakh, noto anche come Piccolo Tibet Indiano, al confine con il Tibet, offre innumerevoli opportunità quanto a itinerari. Il viaggio avrà luogo dal 5 al 20 agosto, di cui una settimana circa dedicata al trek nella Valle di Markha e il rimanente tra monasteri e un giro di 3 giorni intorno al lago di Tso Moriri 4.522 m. Dopo alcuni giorni di acclimatazione e visite ai gompa di Leh, in macchina seguiremo il corso dell’Indo per giungere al ponte di Chilling, posto alla confluenza fra il fiume Zanskar ed il Markha. Prima tappa a Skiu, 3.800 m, nella Markha Valley vera e propria, dove ci accamperemo vicino al fiume. Un facile percorso lo costeggia cambiando spesso sponda e costringendoci a piccoli guadi per arrivare all’omonimo villaggio. Lasciata Markha, 3.900 m, il trek continua lungo un sentiero a volte scosceso sino ad Hankar, 4.400 m. L’indomani, dopo una marcia di cinque ore, attraverso gli alti pascoli giungeremo ai prati di Nimaling 5.100 m. Da Nimaling è possibile salire il Kang Yatze II, 6.247 m, che non presenta difficoltà in caso di normale innevamento. Riprenderemo poi la nostra salita verso il Kongmaru-La, quotato 5.200, e il suo immancabile chorten. Ripida discesa verso Chokdo, 4.000 m, e poi a Sumdo. Qui troveremo le nostre e jeep per raggiungere il monastero di Hemis. Infine da Hemis a Leh, da cui ci recheremo al lago di Tso Moriri del rientro in Italia. Questo trek, con la relativa ascensione, ha ottenuto il patrocinio del CAI sez. di Imola.