Nepal - Trek in Alto e Basso Dolpo

 

In giugno si è felicemente concluso il viaggio in Nepal, svoltosi tra Basso e Alto Dolpo. In un mese abbiamo percorso i sentieri più impervi, non incontrando nessuno eccetto pochi abitanti. In alcuni punti, per poter passare, abbiamo dovuto allargare la traccia e sospingere i muli. Attraversando sei passi oltre 5000 m e tre sopra 4500 m, abbiamo raggiunto Kagbeni (2760 m) partendo da Juphal (2530 m). Abbiamo fatto tappa, tra le altre, al gompa di Shey e al più interessante gompa di Tsakang, ai piedi del Monte Riou Doukta, "la montagna di cristallo", che di cristallino possiede solo la neve. Tra i gompa millenari degni di nota ricordo quello di Bhijer e quello di Yanjer, il più antico del Dolpo, a due passi dal Tibet, poco visitato dai forestieri. Attraverso un paesaggio affascinante, fatto di montagne brulle e di lontani ghiacciai, abbiamo puntato quindi nuovamente in direzione sud-est, verso il Mustang e la valle della Kali-Gandaki, per ultimare il nostro itinerario a Jomsom. Assieme a un compagno di viaggio ho salito l'anticima, probabilmente inviolata, di un 5750 m senza nome sopra il Mo La. Ecco i link al video e alle immagini del viaggio.

Spedizione alle "Siete Cumbres" le 7 cime più alte del Sudamerica

 

La prossima spedizione, già in fase avanzata di organizzazione, partirà a fine ottobre e mi vedrà impegnato, assieme ad Adriano Dal Cin, nella salita di alcune tra le sette vette più alte delle Americhe. Ad eccezione dell'Aconcagua, dell'Oyos del Salado e dello Huascaran (cime già raggiunte negli anni passati: vedi su questo stesso sito le immagini di vetta), l'obiettivo sarà completare, condizioni meteo e delle montagne permettendo, quante più possibile delle restanti vette, vale a dire il Monte Pissis, 6793 m (la terza) il Cerro Bonete, 6759 m (ovvero la quinta) e quindi il Nevado Tres Cruces, 6749 m (sesta) per finire in bellezza tentando la salita dal lato argentino alla settima vetta più alta delle due Americhe, il vulcano attivo Llullaillaco, 6723 m, da me già tentato senza successo dal versante cileno nel 2012. In 40 giorni circa, grazie a un 4x4, cercheremo di avvicinarci il più possibile a queste montagne per poi procedere a piedi in autonomia, con tenda e attrezzatura da montagna, muniti di gps e carte topografiche. Non disponendo di guida né di autisti, né di assistenza di qualsiasi genere, metà del divertimento sarà proprio nel cercare, trovare e infine salire queste vette, situate in zone desertiche e distanti tra loro parecchie centinaia di chilometri seguendo le evanescenti e spesso interrotte piste d'alta quota al confine tra Cile e Argentina del nord, già teatro della Dakar. E' assai probabile che in molte di queste montagne, per non dire in tutte, non incontreremo nessuno, per cui, per motivi di sicurezza, porteremo con noi un telefono satellitare che dovrebbe aiutarci a prevenire (fatte le debite proporzioni) situazioni alla Joe Simpson al Siula Grande, per intenderci...